Friday, 14 October 2011

Enzo Bianchi: "Si puó essere felici anche senza credere in Dio"



Enzo Bianchi, il famoso Priore della comunitá di Bose, cui é dedicato l'ultimo numero del mensile dei paolini Jesus (e te pareva!), ha pubblicato, per i tipi della laicissima casa editrice Einaudi, un libercolo dal titolo, in perfetto stile conciliese, Per un'etica condivisa. Ecco una perla:
L'essere umano puó vivere credendo in Dio come puó vivere senza questa fede, non vi é costrizione alcuna a dover credere in Dio perché Dio non é il risultato di una necessitá, non é ananké, "destino". Puó sembrare scandaloso anche agli orecchi di molti atei devoti che oggi pontificano [una bella stoccata a Giuliano Ferrara, Marcello Pera & C.], ma non vi é alcuna necessitá mondana di Dio, nessuna possibilitá di teismo utilitario come invece vorrebbe far credere una societá in carenza di ideali [carenza di ideali che evidentemente, secondo Bianchi, non ha nulla a che fare con la scristianizzazione della societá, ci mancherebbe!]. L'uomo puó essere umanamente felice senza credere in Dio, cosí come puó esserlo un credente: non é la fede in Dio a determinare la felicitá o l'infelicitá di un essere umano.
Due domande vorrei porre, non tanto al Priore di Bose, quanto a quei vescovi che fanno la fila per invitare il signor Bianchi a tenere conferenze nelle loro diocesi (come quello di Pavia, il quale per inciso ha negato accoglienza a intellettuali come de Mattei, Gnocchi e Palmaro, evidentemente troppo cattolici per i suoi gusti):  
1) Perché vi stupite e piangete miseria se le vostre chiese si svuotano e se il numero di vocazioni sacerdotali é in costante declino da decenni? In fondo si puó "essere felici anche senza credere in Dio", parola del vostro amico e guru spirituale Enzo Bianchi.

2) Avete mai letto sant'Agostino? "Ci hai fatti per Te Signore, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te".

1 comment:

Satiricus said...

Una teoria meravigliosa e affascinante che fa a pugni con l'esperienza del quotidiano. E' il tracollo della Sapienza al seguito della mera scienza antropocentrica: la storia del pensiero occidentale, insomma. Che questo tracollo sia assunto e scimmiottato dagli ecclesiastici è cosa penosa e preoccupante. Bravo Roversi, citerò questo articolo in un mio prossimo, inevitabilmente dedicato a Fratelenzo... sono troppe le sparate emerse di recente; ed è molto interessante la reazione che registro tra il clero e i teologi (troppo miti, ma teoricamente meno suggestionati di certi vescovi). A presto