Wednesday, 9 November 2011

In Gran Bretagna é boom del latino



In Gran Bretagna é boom del latino. Il numero di studenti che all'inizio di quest'anno scolastico hanno scelto come materia la lingua di Cicerone ha conosciuto un incremento impressionante.

Il ministro dell'educazione Michael Gove si é spinto a dichiarare che "quello cui stiamo assistendo é il piú grande revival del latino dai tempi della conquista di Giulio Cesare". 
Tra i piú enstusiasti promotori dell'insegnamento delle lingue classiche c'é l'eccentrico e popolarissimo sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, che ha costituito un gruppo di sessanta volontari con l'incarico specifico di insegnare il latino nelle scuole elementari statali.

Ci sarebbe molto da dire su questo fenomeno. Ma una cosa mi preme sottolineare. Il latino é stato, fino alla rivoluzione di fine anni Sessanta (uso il termine rivoluzione di proposito), la lingua della liturgia cattolica. Paolo VI ritenne necessario il suo abbandono per avvicinare la Chiesa al mondo moderno, per favorire "la partecipazione del popolo, di questo popolo moderno saturo di parola chiara, intelligibile, traducibile nella sua conversazione profana" (Allocuzione all'udienza generale ai fedeli del 26 novembre 1969).

Oggi, Anno Domini 2011, frotte di adolescenti nella moderna e secolarizzata societá britannica fanno la fila per iscriversi alle lezioni di latino. In questo Paolo VI non fu davvero profeta.

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