Friday, 2 November 2012

Ecco il prete pro-matrimonio gay. Perché a lui non si fa firmare un Preambolo Dottrinale?



"Continueró a provare grande ammirazione e riverenza per le coppie di eterosessuali, gay o lesbiche, la cui fedeltá reciproca, dimostrata giorno dopo giorno, anno dopo anno, é per me un sacramento, un credibile segno incarnato della fedeltá di Dio verso tutti noi".

A pronunciare queste parole é Padre Richard T. Lawrence, parroco della chiesa di San Vincenzo de Paul a Baltimora, USA.
Dopo aver letto un comunicato del suo vescovo, fortemente critico verso la proposta di introduzione del "matrimonio" gay nello Stato del Maryland, il sacerdote ha pensato bene di manifestare apertamente il suo dissenso verso la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica in tema di unioni omosessuali.  

Padre Richard non é affatto un caso isolato. I sacerdoti e i religiosi che mantengono posizioni diametralmente opposte a quelle del Magistero della Chiesa Cattolica si contano a migliaia. 

Di fronte a questi casi scandalosi é legittimo e doveroso porsi la seguente domanda: perché mai il Vaticano pretende che la Fraternitá San Pio X - firmando il famoso Preambolo Dottrinale - accetti senza batter ciglio oscuri, controversi, equivoci e francamente non cosí rilevanti passi del Concilio Vaticano II, mentre nel frattempo migliaia di sacerdoti e religiosi in tutto il mondo quotidianamente continuano indisturbati a fare scempio di duemila anni di Dottrina Cattolica, calpestando anche i piú elementari e sacri principi della Fede?

Fino a che questa domanda non avrá avuto una risposta soddisfacente, seria e convincente, la credibilitá delle autoritá vaticane, e della Chiesa tutta, rimarrá compromessa.

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