Sunday, 27 November 2011

Testamento della Regina Isabella di Castiglia



Dal Testamento della Regina Isabella di Castiglia, salita al Cielo il 26 Novembre 1504.

In quanto al tempo in cui ci furono concesse dalla santa Sede Apostolica le Isole e la Terraferma del Mare Oceano scoperte e da scoprire [America e isole vicine], la nostra principale intenzione fu (..) di fare in modo di indurre e attrarre i popoli che le popolano a convertirsi alla fede cattolica, e inviare a tali Isole e Terraferma prelati e religiosi e chierici e altre persone dotte e timorose di Dio per istruire gli abitanti e residenti di quelle terre alla fede cattolica, e insegnare loro buoni costumi (..), supplico il re mio signore molto affettuosamente, e raccomando e comando alla principessa, mia figlia, e al principe, suo marito, che così facciano e adempiano, e che questo sia il loro principale fine e in esso si metta molta diligenza, e che non consentano né causino che gli indiani, i residenti e gli abitanti delle Indie e Terraferma, raggiunte o da raggiungere, ricevano danno alcuno nelle loro persone o beni, ma al contrario che siano bene e giustamente trattati, e se hanno ricevuto qualche danno che lo rimedino e provvedano affinché non si oltrepassi in nessuna cosa ciò che nelle lettere apostoliche di detta concessione si comandava e stabiliva.

Friday, 18 November 2011

La diocesi di Orange (USA) compra una cattedrale per 57,5 milioni di dollari



E noi che pensavamo ci fosse la crisi, il tracollo economico e finaziario imminente. Macché! Almeno a non pensarla cosí é monsignor Tod D. Brown, vescovo della diocesi di Orange, California.
Infatti la diocesi ha appena vinto la gara per aggiudicarsi la cosiddetta Cattedrale di Cristallo, un edificio, come si puó intuire dalla foto, piú simile a un centro commerciale che a una chiesa.
Il costo? 57,5 milioni di dollari.

Crisi? Quale crisi?

Fonte: Rorate Caeli

Wednesday, 9 November 2011

In Gran Bretagna é boom del latino



In Gran Bretagna é boom del latino. Il numero di studenti che all'inizio di quest'anno scolastico hanno scelto come materia la lingua di Cicerone ha conosciuto un incremento impressionante.

Il ministro dell'educazione Michael Gove si é spinto a dichiarare che "quello cui stiamo assistendo é il piú grande revival del latino dai tempi della conquista di Giulio Cesare". 
Tra i piú enstusiasti promotori dell'insegnamento delle lingue classiche c'é l'eccentrico e popolarissimo sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson, che ha costituito un gruppo di sessanta volontari con l'incarico specifico di insegnare il latino nelle scuole elementari statali.

Ci sarebbe molto da dire su questo fenomeno. Ma una cosa mi preme sottolineare. Il latino é stato, fino alla rivoluzione di fine anni Sessanta (uso il termine rivoluzione di proposito), la lingua della liturgia cattolica. Paolo VI ritenne necessario il suo abbandono per avvicinare la Chiesa al mondo moderno, per favorire "la partecipazione del popolo, di questo popolo moderno saturo di parola chiara, intelligibile, traducibile nella sua conversazione profana" (Allocuzione all'udienza generale ai fedeli del 26 novembre 1969).

Oggi, Anno Domini 2011, frotte di adolescenti nella moderna e secolarizzata societá britannica fanno la fila per iscriversi alle lezioni di latino. In questo Paolo VI non fu davvero profeta.

Tuesday, 1 November 2011

Moralismo e morale


Di Luigi Giussani

La corruzione della moralità - oggi particolarmente in voga - si chiama moralismo. Il moralismo è la scelta unilaterale dei valori per avallare la propria visione delle cose. Normalmente gli uomini capiscono che, senza un certo ordine, non si può concepire la vita, il reale, l'esistere. Ma come definiscono quest'ordine? Considerando la realtà secondo i vari punti di vista da cui partono, la descrivono nei suoi dinamismi stabili e mettono in fila un seguito di principi e di leggi, adempiendo i quali sono persuasi che l'ordine si crei. Ecco allora che si scandiscono, in ogni epoca, le varie proposizioni analitiche in cui la riflessione distende le sue pretese: Bisogna fare così e così. I farisei definivano l'ordine con un numero quasi infinito di leggi: da un certo punto di vista il fariseo è l'uomo affezionato all'ordine, il difensore della morale intesa come quell'ordine affermato e delineato, in quanto possibile all'uomo, secondo tutti i suoi dettagli.
Il moralismo si traduce in due sintomi gravi. Il primo è, appunto, il fariseismo. Nessuno è più antievangelico di chi si considera onesto, perchè non ha più bisogno di Cristo. Il fariseo vive senza tensione, perchè stabilisce lui stesso la misura del giusto e la identifica con ciò che crede di poter fare. Come contraccolpo, egli usa la violenza contro chi non è come lui. Il secondo sintomo perciò è la facilità alla calunnia. Da un lato, dunque, giustificazione per se stessi. Dall'altro, odio e condanna del prossimo. (..)
Nel Regno di Dio non c'è nessuna misura, nessun metro. Nessuno giudichi, perchè Dio solo giudica. San Paolo dice anche: Io non giudico nessuno, neanche me stesso. Solo Dio misura tutti i fattori dell'uomo che agisce e la sua misura è oltre ogni misura: si chiama misericordia, qualcosa per noi di ultimamente incomprensibile. Come l'uomo Gesù che ha detto di coloro che lo uccidevano: Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno: sull'infinitesimo margine della loro ignoranza Cristo costruiva la loro difesa. La nostra imitazione di Lui è nello spazio della misericordia.
Per questo la moralità è una tensione di ripresa continua. Come un bambino che impara a camminare: cade dieci volte, ma tende a sua madre, si rialza e tende. Il male non ci ferma: possiamo cadere mille volte, ma il male non ci definisce, come invece definisce la mentalità mondana, per cui alla fine gli uomini giustificano quello che non riescono a non fare.

Da Generare tracce nella storia del mondo, Rizzoli