Wednesday, 26 December 2012

Un regalo di Natale dai Benedettini di Norcia




I Monaci Benedettini di Norcia hanno pensato di farci un bellissimo dono natalizio: un intero album in formato MP3, intitolato Inni e Antifone scelti.
E' possibile scaricare i brani o semplicemente ascoltarli on line cliccando sull'immagine qui sopra.  
Ricordo a chi desiderasse aiutare i monaci di Norcia che é possibile fare una donazione al seguente link: http://osbnorcia.org/it/donazioni/ora.
Riporto qui di seguito il messaggio del Superiore, Padre Cassiano.

Carissimi Amici,

Come piccolo segno di riconoscenza per il Vostro aiuto durante l'anno passato, siamo liete di inviarVi il link ad un CD elettronico preparato dal monastero.  
Non è una registrazione professionale, ma è semplicemente ciò che i monaci fanno quotidianamente, e cioè cantare le lodi di Dio.  Il Signore Vi benedica per la Vostra bontà verso di noi.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo,

Padre Cassiano e la comunità monastica

Thursday, 13 December 2012

La Messa in Latino é "trendy". Parola dell'Economist.




Un ottimo reportage apparso sull'Economist parla del ritorno in grande stile della Messa in latino. Quella Messa ferocemente osteggiata nei cupi decenni post-conciliari - e ancora oggi in certi ambienti curiali - é tornata ad essere "trendy". 

A riprova si citano alcuni dati. Nel regno Unito, la Latin Mass Society of England and Wales ha superato i 5000 iscritti, e dal 2007 ad oggi il numero di Messe in latino celebrate settimanalmente é salito da 26 a 157.  
Una tendenza simile é riscontrabile anche negli USA, dove le Messe tradizionali settimanali sono passate dalle 60 del 1991 alle 420 di oggi.
Al Brompton Oratory di Londra, la Messa domenicale in Rito Antico attrae 440 fedeli, un numero doppio rispetto a quelli che frequentano la Messa in inglese nella stessa chiesa. 

"Il Cattolicesimo tradizionale attrae persone che non erano ancora nate quando si svolse il Concilio Vaticano II". Parola dell'Economist

Qualcuno, per favore, lo spieghi ai nostri vescovi.

Monday, 3 December 2012

Un aiuto ai Monaci di Norcia




Segnalo con piacere un appello dei monaci benedettini di Norcia, che hanno urgente bisogno di donazioni. Ricordo che i monaci di Norcia celebrano sia nella forma Straordinaria che nella forma Ordinaria del Rito Romano, un esempio che dovrebbe essere seguito da altre comunitá religiose. Riporto qui di seguito la lettera del priore della comunitá monastica,  Rev.mo Cassian Folsom, O.S.B.


Cari Amici,

Le notizie dell’uragano Sandy ci sono arrivate in maniera molto frammentaria, tuttavia abbiamo immediatamente ricevuto un annuncio sulla nostra bacheca, che chiedeva ai monaci di pregare per tutte le persone colpite da questa catastrofe. Gli effetti dell’uragano sono arrivati anche a Norcia, in quanto Padre Basilio, che era in visita presso la sua famiglia in Arizona (USA) e che avrebbe dovuto prendere un volo per Roma da Philadelphia, si è visto costretto a ritardare la partenza,  perché in quei giorni tutti voli erano stati cancellati. 

Fortunatamente non era ancora partito dall’Arizona, ed è riuscito così ad evitare il pericolo di rimanere bloccato in aeroporto, ma ha dovuto attendere diversi giorni prima che potesse riprendere il suo volo. Questi, purtroppo, sono i rischi che si corrono quando i monaci vanno a trovare le loro famiglie. Tuttavia sono dei rischi che vale la pena di correre, in quanto queste visite sono esempi di pietà filiale. Poiché la maggior parte dei nostri monaci non sono italiani e provengono da molto lontano, è difficile che le loro famiglie possano venire a trovarli. E questa è una cosa molto difficile da accettare soprattutto per una madre (sono un monaco da 33 anni e mia madre non ci si è ancora abituata!). Perciò, per il bene dei loro genitori, ogni anno diamo la possibilità ai monaci di andare a visitare le proprie famiglie per un periodo di circa dieci giorni.

Nella nostra confraternità composta da 15 monaci, ce ne sono dieci provenienti dagli Stati Uniti, un italiano, due indonesiani, un brasiliano e un inglese, oltre ad un candidato proveniente dalla Germania. Se si escludono gli “europei”, ogni anno ci sono tredici biglietti intercontinentali da dover acquistare. Le vostre generose donazioni ci possono aiutare a coprire queste spese.  

Un’altra spesa annuale che si sta avvicinando, riguarda l’assicurazione sanitaria. Tutti i monaci non europei devono pagare una piccola somma per l’assicurazione sanitaria (~ €400 all’anno). Alla luce della mia esperienza personale, so quanto questa sia utile, in quanto ha coperto tutte le spese che ho dovuto sostenere per la cura del mio cancro. Per gli standard normali, questa è una cifra molto bassa, ma deve essere pagata entro il 1 gennaio di ogni anno. Visto che la scadenza per il pagamento si sta avvicinando, ci aiuterete a sostenere la salute dei monaci anche l’anno prossimo?

Le vendite della nostra birra sembrano promettere bene [per visitare il sito dedicato alla birra prodotta dai monaci di Norcia clicca qui, n.d.r], e speriamo che l’anno prossimo ci aiutino a coprire alcuni costi di gestione del monastero. Quest’anno, tuttavia,  i ricavati serviranno per ripagare le spese sostenute per l’apertura del birrificio, mentre i costi di gestione rimangono alti. Posso contare sul vostro aiuto?

Grazie a Dio, il monastero è in buona salute. A novembre, il novizio Massimiliano (ora, Frater Mariano) ha emesso i voti semplici (della durata di tre anni), e a gennaio, Deo volente, anche il novizio Fedele farà la stessa cosa. Tanti giovani continuano a venire a Norcia per fare un’esperienza di vita monastica, e alcuni di essi rimangono a vivere con noi. In mezzo a tanta attività, proviamo a rimanere sempre concentrati sull’unica cosa necessaria, il Signore Dio, e tutto il resto verrà da sé.

Stiamo cercando di realizzare qualcosa di stupendo per il Signore, e vi invitiamo a farne parte.

In Domino,

Rev.mo Cassian Folsom, O.S.B.
Priore

Chi desidera aiutare questa nuova comunitá monastica puó fare una donazione a questo link

Friday, 16 November 2012

Le rovine del Concilio Vaticano II



Lo so, lo so. Mi si continua a ripetere che lo stato pietoso in cui si trovano gli ordini religiosi - e la Chiesa intera del resto - non ha nulla a che fare con il Concilio. La colpa é della modernitá, o della post-modernitá (come dice Enzo Bianchi), oppure é colpa dell'interpretazione eterodossa dei testi conciliari, non del Concilio in sé (chissá perché non ci sono mai state interpretazioni eterodosse del Sillabo di Pio IX. Mah).

Sará. Rimane il fatto che gli ordini religiosi legati alla Tradizione e alla Liturgia antica sono in continua crescita, mentre quelli progressisti e post-conciliari chiudono bottega a una velocitá sorprendente. Il Blog Rorate Caeli ci fornisce le ultime tristi conferme di questa catastrofe senza precedenti nella storia della Chiesa.  

1) I Frati Francescani hanno lasciato la cittá di Vic (Catalogna, Spagna) dopo quasi 800 anni di presenza ininterrotta. Il 28 Ottobre, nel santuario dedicato alla Madre di Dio, é stata celebrata la Messa di addio.

2) A Dieburg (Hesse, Germania) erano rimasti solo quattro Frati Cappuccini. Dopo 400 anni di presenza nella cittá, il Superiore Provinciale ha deciso che é giunto il momento di chiudere i battenti. I Frati lasceranno il convento fra due settimane.

3) A Le Havre (Normandia, Francia) l'imponente convento - con annessa Cappella - che ha ospitato i Frati Minori per piú di un secolo sta per essere demolito. Gli ultimi due Frati se ne sono andati alcuni mesi fa, e la proprietá é stata venduta a degli investitori.

Maledetta modernitá (o post-modernitá)!

Friday, 2 November 2012

Ecco il prete pro-matrimonio gay. Perché a lui non si fa firmare un Preambolo Dottrinale?



"Continueró a provare grande ammirazione e riverenza per le coppie di eterosessuali, gay o lesbiche, la cui fedeltá reciproca, dimostrata giorno dopo giorno, anno dopo anno, é per me un sacramento, un credibile segno incarnato della fedeltá di Dio verso tutti noi".

A pronunciare queste parole é Padre Richard T. Lawrence, parroco della chiesa di San Vincenzo de Paul a Baltimora, USA.
Dopo aver letto un comunicato del suo vescovo, fortemente critico verso la proposta di introduzione del "matrimonio" gay nello Stato del Maryland, il sacerdote ha pensato bene di manifestare apertamente il suo dissenso verso la posizione ufficiale della Chiesa Cattolica in tema di unioni omosessuali.  

Padre Richard non é affatto un caso isolato. I sacerdoti e i religiosi che mantengono posizioni diametralmente opposte a quelle del Magistero della Chiesa Cattolica si contano a migliaia. 

Di fronte a questi casi scandalosi é legittimo e doveroso porsi la seguente domanda: perché mai il Vaticano pretende che la Fraternitá San Pio X - firmando il famoso Preambolo Dottrinale - accetti senza batter ciglio oscuri, controversi, equivoci e francamente non cosí rilevanti passi del Concilio Vaticano II, mentre nel frattempo migliaia di sacerdoti e religiosi in tutto il mondo quotidianamente continuano indisturbati a fare scempio di duemila anni di Dottrina Cattolica, calpestando anche i piú elementari e sacri principi della Fede?

Fino a che questa domanda non avrá avuto una risposta soddisfacente, seria e convincente, la credibilitá delle autoritá vaticane, e della Chiesa tutta, rimarrá compromessa.

Tuesday, 23 October 2012

Il vescovo Williamson espulso dalla FSSPX



Dal blog Rorate Caeli la notizia, apparentemente confermata da fonti sicure, che S. E. Mons. Richard Williamson é stato espulso dalla Societá San Pio X. 

Il cammino di riavvicinamento tra il Vaticano e la FSSPX é ancora lungo e pieno di ostacoli, ma di certo da oggi si puó affermare che i lefebvriani avranno una zavorra in meno da portarsi appresso.

Thursday, 6 September 2012

I deliri dell'ateo Paolo Villaggio



"Le Paralimpiadi di Londra fanno molta tristezza, non sono entusiasmanti, sono la rappresentazione di alcune disgrazie e non si dovrebbero fare perché sembra una specie di riconoscenza o di esaltazione della disgrazia".

"Non fa ridere una partita di pallacanestro di gente seduta in sedia a rotelle, io non le guardo, fa tristezza vedere gente che si trascina sulla sedia con arti artificiali. Mi sembra un po' fastidioso, non è divertente".

"...ce n’è una, cieca, che fa i 200 metri in pista. Dicevano che si allena con due persone a fianco che le dicono dove andare. Tanto vale allora correre con il bastone. 

Questo l'incredibile commento di Paolo Villaggio sulle Paralimpiadi. 
Paolo Villaggio, il famoso attore che in altre occasioni ha espresso i seguenti giudizi: 

Sulla Chiesa cattolica...

“...ha ancora una filosofia medievale in tutto: eutanasia, preservativi e via dicendo. La chiesa, se non si rinnova, muore”.

"È stata la più grande forza reazionaria della storia, contraria a qualsiasi tipo di scoperta, evoluzione, originalità che scalfisse la sua autorità: la terra è piatta e il sole ci gira intorno, roba così. Galileo per non esser bruciato vivo dovette ammettere d’essersi sbagliato in tutto”.[Villaggio deve aver studiato la Storia su un bigino edito dall'UAAR]

Su Gesú Cristo...

"sono il Messia, dice… E dice pure che non solo sua madre è vergine, ma che un arcangelo è andato a trovarla. Poi io sono figlio di Dio, e infine io sono Dio. Quindi era da manicomio".

Coincidenze?

Sunday, 2 September 2012

Perché le chiese sono vuote?



«La Chiesa è stanca, nell'Europa del benessere e in America. La nostra cultura è invecchiata, le nostre Chiese sono grandi, le nostre case religiose sono vuote...». Card. Carlo Maria Martini, Corriere dell Sera, 1 settembre 2012

«Sarai felice di essere cattolico, e altrettanto felice che l’altro sia evangelico o musulmano». Card. Carlo Maria Martini, Conversazioni notturne a Gerusalemme.

Non sará che le chiese e le case religiose sono vuote perché pastori come il Cardinale Martini hanno continuato per decenni a insegnare che si puó essere felici e contenti anche se si é musulmani, protestanti, atei?

Che Dio abbia pietá della sua anima. 

Tuesday, 28 August 2012

Il Governo Pakistano é il vero criminale. Smettiamo di esserne complici.



C'é qualcosa di profondamente ipocrita nell'attribuzione a fantomatici "fondamentalisti islamici" - quelli che si nascondono nelle grotte e postano video-messaggi su internet - dei gravissimi episodi di violenza contro i cristiani in Pakistan. L'ultimo dei quali ha visto come vittima una ragazzina cristiana disabile, accusata di blasfemia per aver strappato delle pagine del Corano (vedi qui e qui).

La veritá é che maggiori responsabili di quanto sta accadendo sono le istituzioni pakistane, Governo e Parlamento in primis.

La legge sulla blasfemia, in forza della quale un cristiano o un appartenente a un'altra minoranza religiosa puó essere sbattuto in galera e condannato alla pena capitale anche solo sulla base della denuncia di un vicino di casa malevolo, é, per l'appunto, una legge dello Stato, non un delirante messaggio di Al-Qaida.

E' grazie ad essa che ha luogo la persecuzione sistematica e istituzionalizzata dei cristiani.

E di fronte a questa vergogna i governi occidentali che fanno? Nulla, o qualcosa di molto simile al nulla, come timidissime e inudibili espressioni di condanna.

Ebbene, sarebbe ora che si ponesse fine a questa farsa una volta per tutte, e che i governi occidentali si decidessero a: 
  • Interrompere immediatamente il flusso di aiuti economici verso quei paesi, come il Pakistan, che calpestano la libertá religiosa.
  • Esercitare tutte le pressioni politiche, economiche e diplomatiche necessarie affinché la legge sulla blasfemia venga abolita.
  • Sostenere, anche finanziariamente, quelle organizzzazioni, come "Aiuto alla Chiesa che Soffre", che si adoperano in difesa dei cristiani perseguitati.

E' chiedere troppo?

Thursday, 23 August 2012

Una vita "indegna" di essere vissuta?



Oggi la prima pagina di molti quotidiani britannici é dedicata alla triste vicenda di Tony Nicklinson, un uomo affetto da una grave patologia, il quale aveva chiesto all'Alta Corte - senza essere esaudito - che gli fosse concessa l'eutanasia.  
Ieri la notizia della sua morte, apparentemente per cause naturali.

Sono in genere piuttosto restio a formulare giudizi sul tema dell'eutanasia, se non altro perché dietro questo termine dal sapore un po' burocratico si celano tragedie umane, ognuna con il suo immenso bagaglio di dolore, che non possono non meritare rispetto e discrezione.  

C'é peró un elemento che trovo molto inquietante e sui cui vorrei attirare l'attenzione.
Un aggettivo viene costantemente usato sui giornali o nelle dichiarazioni ufficiali per descrivere la condizione di vita delle persone che chiedono venga posta fine alla loro esistenza: "indegna". La loro vita sarebbe "indegna" di essere vissuta.

Perché la persona - cosí almeno si giustificava il povero Nicklinson -  ha bisogno di cure ininterrotte, non puó fare i propri bisogni senza l'aiuto di qualcuno, non puó mangiare senza essere imboccata, insomma in ogni aspetto della sua esistenza dipende da altre persone.

Una condizione senza dubbio dolorosa e drammatica, ma basta questo a rendere la vita "indegna" di essere vissuta?

Quanti fra noi hanno familiari o parenti disabili, malati cronici o anziani che non sono per nulla autosufficianti e richiedono impegno e attenzione costanti, eppure non hanno mai dubitato per un istante che quelle vite siano assolutamente degne di essere vissute, perché uniche, irripetibili, straordinarie?

In realtá in quell'aggettivo, "indegna", si rivela il volto terribile e disperante di un'ideologia - quella ateo-materialista - che in un essere umano non puó vedere nient'altro che la sua dimensione corporale, fisica, e in una vita nient'altro che un processo biologico, da interrompere quando non funziona piú a dovere, in quanto inutile e gravoso. 

E' a questa ideologia, spesso ammantata di falsa compassione, che da cristiani dovremo sempre opporci.

Wednesday, 22 August 2012

Il mitico don Giorgio De Capitani é tornato!


...ed é piú in forma che mai. Obiettivo, come sempre, i Cattolici tradizionali (é proprio un'ossessione la sua. Ma che gli avremo mai fatto?!). Gustiamoci la prosa accattivante, i toni pacati e l'argomentare stringente. Buona lettura!

Quale dialogo con gli imbalsamatori di un dio cadaverico?



di don Giorgio De Capitani


Sono numerose, alcune positive e altre negative, le reazioni al mio articolo sulla necrofilia presente nella Chiesa attuale, ovvero su quel ritorno al passato ormai defunto, che sta infestando una parte di società che si dice credente nel Cristo risorto. Forse mi ero ancora illuso sulla quantità dei necrofili. Gli amanti di un cristo cadaverico vanno ben al di là di ogni supposizione o immaginazione. E si stanno diffondendo ovunque, come zizzania, con l’arte dell’inganno, della seduzione, della manipolazione, soprattutto tra le anime deboli, tra gli spiriti depressi, tra i soggetti facili alla sudditanza pseudo-religiosa [eh si, noi Cattolici tradizionali ne sappiamo una piú del diavolo!]. Veri casi patologici! [senti chi parla]    

Come si può parlare di Cristo risorto, là dove si odora solo puzza funerea? Qui non si tratta di latino o non latino, ma di una religione che vive di riti, solo di riti pomposi ma senz’anima. Come si può parlare dello Spirito vivificante, quando non si dà spazio o possibilità di agire al suo soffio vitale?

La cosa che veramente mi preoccupa è il diffondersi capillare [peró, questa é una buona notizia. Non mi ero accorto che il movimento tradizionale si sta diffondendo capillarmente...] di un fenomeno che tarpa le ali alle anime, che blocca ogni movimento in avanti, che fa dell’infantilismo più rachitico una virtù, peggiore di qualsiasi eresia, di qualsiasi bestemmia [...e meno male che non é Papa, altrimenti saremmo tutti scomunicati!].

E smettiamola di giustificare il tutto in nome della buona fede: sì, ci sarà anche tanta buona fede tra gli ingenui e gli imbecilli, ma la nostra colpa di credenti nel Cristo risorto è quella di lasciare che si mortifichi ogni progresso, quella di spendere poche o nessuna energia allo scopo di educare al Meglio. Tra le quattro mura di un cimitero, come si può volare, come si può procedere, come si può migliorare, come si può maturare? 

E succede poi che i peggiori vizi, di qualsiasi genere, trovino terreno fertile proprio nelle chiesuole o nei movimenti ecclesiali o in quei gruppi di pazzoidi fondamentalisti che reprimono gli spiriti liberi sviluppando, come reazione, gli istinti più bestiali. Vedi pedofilia. [!!!!] Non ho mai trovato attaccamento al denaro, al denaro più sporco, più osceno di quello di chi vende Dio in nome di Dio. Tra le persone che si credono misticoide o pazzamente innamorate di una Chiesa rigidamente ortodossa, gerarchicamente sicura, serpeggiano con più astuzia l’invidia, il protagonismo, la violenza psicologica, il poco rispetto per la libertà della persona.

Ma questa gente è veramente “anormale”, “fuori di testa”, perversa e repressiva! [...e risenti chi parla]

Una Chiesa corrotta stava finalmente imboccando la strada della liberazione, ed ecco che la si vuole di nuovo bloccare, ricacciare nel tunnel di un passato criminoso e criminale, quando a prevalere era il potere della legge sulla libertà di coscienza. Con il Concilio Vaticano II la Chiesa si stava convertendo all’Umanità. E no! A satana è costato poco per boicottarla, infiltrandosi nei sacri palazzi, nei letti del potere vaticano! Sì, è costato poco: appena qualche anno dopo il Concilio. Ed ora, lasciati i documenti nel cassetto della pigrizia e dell’incuria, si è passati al contrattacco.

Ciò che veramente non sopporto è quel voler parlare di Chiesa di Cristo da salvare e da proteggere dalle innovazioni, dalle aperture troppo azzardate, in nome di una gerarchia da rispettare, e poi che cosa succede? Questa gentaglia [grazie!] si appella al papa tal dei tali, quando fa comodo, e dice di tutti i colori contro un altro papa ritenuto, secondo loro, responsabile del disfacimento della Chiesa. Qual è il criterio per giudicare se un papa è o non è vero successore di Pietro? Forse il problema è più di fondo, ed è se la Chiesa debba essere rigidamente monarchica, fondata unicamente sulla infallibilità del papa, oppure non si debba ridimensionare il primato petrino ridando maggiore priorità alla collegialità dei vescovi.

Tutto il male dei fondamentalisti ottusi di oggi risiede in una loro concezione non solo arcaica, ma anti-evangelica della Chiesa di Cristo. La Chiesa deve uscire dalle gabbie di una religione che l’ha finora costretta a reprimere lo Spirito santo e a frenare la Profezia, che non è un dono fatto alla gerarchia, per natura refrattaria, ma al popolo di Dio. Certo, non possiamo aspettarci che la massa sia profetica, ma che la si educhi in vista della Profezia, questo sì. Che almeno si tenti di uscire dall’immobilismo che ha reso sterile il cammino della Chiesa nella Storia.[giá, per quasi duemila anni il cammino della Chiesa é stato sterile, solo dopo il Concilio Vaticano II é diventato fecondo! ...Ma mi faccia il piacere!]

Non ho alcuna intenzione di mettermi a dialogare con dei pazzoidi. A che servirebbe? [infatti...] Che vadano al diavolo! Ma non accetto che sia dia loro spazio o importanza nella Chiesa, e tanto meno che qualche vescovo, per tenerli buoni, permetta loro di far respirare aria di puzza cadaverica.

Oh! Non c’è verso che questi stramaledetti ottusi [grazie ancora] discutano su qualche reale problematica della società di oggi! Latino, liturgia, canti, vesti sacre, morale sessuale degna della maggiore castrazione umana, e poi… nulla! Il mondo per loro non esiste. Non esiste il problema della salute, del lavoro, della politica. Non esiste il problema delle centrali nucleari, dell’acqua pubblica, della natura. Nulla! A loro interessa solo il cadavere di un dio che è ancora rimasto nel sepolcro! Da incensare! Da imbalsamare!

Tenetelo voi questo dio, maledetti!

Da DonGiorgio.it

Monday, 20 August 2012

Revisione del Messale tradizionale in vista?



Da alcuni giorni su internet si rincorrono voci sempre piú insistenti (sono solo voci per ora, e vanno prese per quello che sono) secondo  cui sarebbe in preparazione una revisione del Messale di San Pio V, da attuarsi giá nel 2013.
In particolare le modifiche riguarderebbero:
  1. La permissione dell'uso, nella Messa tradizionale, dei Prefazi attualmente in uso nel Novus Ordo
  2. La facoltá per il sacerdote di celebrare la Messa tradizionale versus populum
  3. La permissione in via generale di celebrare la "Liturgia della Parola" in lingua volgare, anziché in latino.
Ripeto, si tratta solo di indiscrezioni, e mi auguro di tutto cuore che rimangano tali. 

I poveri cattolici postconciliari - nel senso di nati dopo il Concilio Vaticano II, come il sottoscritto - di sperimentazioni e innovazioni liturgiche ne hanno piene le tasche. Che almeno il Messale di San Pio V rimanga com'é. 

Sunday, 19 August 2012

Il Vescovo veste Armani



Certe notizie fanno davvero cadere le braccia. Il vescovo di Mazara del Vallo, mons. Domenico Mogavero, veste paramenti sacri firmati Giorgio Armani. Riporto dal quotidiano Il Mattino:

"...il grande stilista milanese ha disegnato per lui un’intera collezione degna delle migliori celebrazioni eucaristiche. La prima uscita ufficiale è in programma proprio questa mattina in occasione della Santa Messa nella nuova chiesa di Pantelleria, tra marmo bianco e bronzo a far da cornice all’angelo e all’aquila che sulle sue loro ali reggono il leggio. Un appuntamento religioso in grande stile che sarà trasmesso anche in televisione."

Eh giá. Uno si sforza di difendere la Chiesa Cattolica dagli attacchi di atei e anticlericali vari, e immancabilmente arriva il vescovo di turno con la sua bella trovata idiota (in questo caso paramenti sacri firmati Armani, per di piú sfoggiati in TV) a dare man forte a chi della Chiesa vorrebbe allegramente disfarsi. 

Allora scusate lo sfogo: per certo clero ben vengano gli anticlericali duri e puri, come gli anarchici nella Guerra Civile spagnola. Chissá se il nostro Mons. Mogavero davanti al plotone di esecuzione avrebbe ancora voglia di vestire Armani. 

Wednesday, 30 May 2012

L'intolleranza della lobby gay




La lobby gay (o LGTB - Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender) che imperversa nella maggior parte dei paesi europei, Italia inclusa, sta rivelando sempre piú la sua indole totalitaria, intollerante ed estremista.

Il Regno Unito - paese in cui vivo da anni e di cui posso dunque parlare con cognizione di causa - ne offre un esempio paradigmatico.

Come noto, il Primo Ministro conservatore David Cameron, sia per personale convinzione sia per tenersi buoni i liberaldemocratici alleati di governo, ha da tempo espresso il proprio sostegno all'introduzione del cosiddetto "matrimonio" gay. Questo, é bene sottolinearlo, senza godere di alcun mandato da parte dell'elettorato conservatore, dato che nel manifesto del partito alle ultime elezioni legislative non vi era alcuna menzione del "matrimonio" gay.

Ma quello che Cameron proprio non si aspettava é la rivolta di popolo che la proposta ha sollevato.

Ad oggi, una petizione a sostegno del matrimonio tradizionale ha raggiunto e ampiamente superato il mezzo milione di firme.    

Non solo. Negli ultimi mesi i deputati conservatori sono stati subissati di lettere di protesta da parte dei propri elettori, con un messaggio forte e chiaro: "Se voti a favore del "matrimonio" gay, puoi scordarti il nostro voto alle prossime elezioni". La pesante sconfitta dei conservatori e dei liberaldemocratici alle elezioni locali svoltesi poche settimane fa non é che un avvertimento.

Ora, ci si aspetterebbe che la forte opposizione popolare al progetto di introdurre il "matrimonio" gay abbia non dico fatto cambiare idea ai promotori (giammai!), ma almeno meno indotto a una pausa di riflessione.

E invece no. I paladini dell'ideologia omosessualista hanno una concezione curiosa del processo democratico, secondo la quale esso si puó definire democratico solo quando e nella misura in cui coincide con il proprio programma ideologico. 

Per fare un esempio, una delle piú tenaci sostenitrici del "matrimonio" gay, la deputata liberaldemocratica Lynne Featherstone,  ha ribadito che il procedimento consultivo in corso non riguarda il se, ma il come il matriminio gay diventerá legge. Come dire: "Noi, elite illuminata e progressista, ce ne freghiamo di quello che il popolo ignorante e bigotto ci chiede, e andiamo avanti per la nostra strada, determinati a stravolgere l'istituto matrimoniale, con tutte le conseguenze che questo mutamento comporta - inclusa la sostituzione dei termini madre e padre con "progenitore A" e "progenitore B", come é giá accaduto in Spagna.

Ma la prova forse piú decisiva della natura profondamente intollerante della lobby gay é l'azione intimidatoria perpetrata contro un blogger che ha osato manifestare il suo sostegno alla campagna contro l'introduzione del "matrimonio" gay.
Il blogger in questione, che scrive sotto lo pseudonimo di Cranmer, ha avuto l'ardire di ospitare gratuitamente sul suo blog un messaggio pubblicitario a sostegno del matrimonio tradizionale (che ripropongo qui sopra). Anche a chi non ha molta dimestichezza con l'inglese risulterá evidente che il messaggio non offende e non insulta nessuno; semplicemente riafferma la concezione tradizionale del matrimonio come unione tra un uomo e una donna.
Eppure ai censori della lobby gay questa pubblicitá non é andata giú. A quanto sembra, circa venti persone (ripeto, non migliaia, non centinaia, ma venti) hanno ritenuto il messaggio offensivo, e hanno sporto denuncia all'Autoriy per la pubblicitá (ASA), la quale ha con solerzia dato inizio a un'indagine per violazione della legge sulla pubblicitá.

Ma il nostro Cranmer non é un tipo che si lascia intimidire, ed é passato al contrattacco. Ha fatto qualche ricerca e ha scoperto che il presidente dell'Autority, Lord Smith of Finsbury, é un omosessuale dichiarato - e su questo si potrebbe sorvolare -, ma é soprattotto, guarda caso, vice presidente del comitato promotore del "matrimonio" gay.  

Ecco a cosa ci troviamo di fronte: a una lobby arrogante e faziosa, propugnatrice di un'ideologia laicista ed elitaria, che non tollera manifestazioni di dissenso, anche le piú inoffensive; che é pronta a usare i mezzi piú meschini, subdoli e antidemocratici pur di attuare il proprio disegno di smantellamento dell'istituto del matrimonio; e che un giorno sí e l'altro pure lancia anatemi e scomuniche, etichettando come omofobo e fondamentalista chiunque osi dissociarsi dall'ideologia omosessualista (un po' come nell'Italia degli anni Settanta si dava del "fascista" a chiunque non fosse schierato a sinistra).

 
Ebbene, questi signori (o signore, facciano loro) devono sapere che esiste una maggioranza di cittadini che, come il blogger Cranmer, non si fa intimidire, e continuerá ad affermare che il matrimonio é, e sará sempre, l'unione tra un uomo e una donna.

“Verrà un giorno in cui, per chiamare pietre le pietre bisognerà sguainare la spada” ammoniva Chesterton. Quel giorno é arrivato.

Sunday, 25 March 2012

La Tradizione avanza in Inghilterra


Quella di ieri, sabato 24 Marzo 2012, é stata una giornata memorabile per i cattolici tradizionali in Inghilterra: due Messe solenni celebrate nella Forma Straordinaria. Entrambe - udite, udite - presiedute dal Vescovo locale!

A New Brighton, vicino a Liverpool, é stata ufficialmente riaperta, alla presenza del vescovo di Shrewsbury, Mark Davies, la chiesa dei Santi Pietro e Paolo, affidata alla cura dell'Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote (ne ho parlato in un precedente post). D'ora in poi sará un santuario dedicato all'adorazione eucaristica e alla celebrazione della Messa nella Forma Straordinaria.  Piú di seicento persone hanno partecipato alla celebrazione.

L'altro evento di rilievo é stato il pellegrinaggio tradizionale a York (cui ho avuto la fortuna di partecipare) in onore di santa Margaret Clitherow, una straordinaria figura di donna, martirizzata sotto il regno di Elisabetta I per aver dato rifugio a dei preti cattolici.

Oltre che per l'ottima affluenza di fedeli (circa duecento), il pellegrinaggio é stato un successo soprattutto per la presenza dell'ordinario del luogo, Terry Drainey, un vescovo che fino ad ora non si é certo distinto per la promozione della Messa antica. Segno che qualcosa si muove.

Qui di seguito alcune immagini dei due eventi (un grazie a Padre Simon Henry per le immagini da New Brighton pubblicate sul suo blog Offerimus Tibi Domine).

New Brighton





York




Wednesday, 7 March 2012

Il Coro dell'Abbazia di Westminster invitato a cantare nella Basilica Vaticana




Lo storico evento avrà luogo in occasione della solennità dei SS. Pietro e Paolo

Il Coro dell’Abbazia di Westminster, di fama mondiale, è stato invitato dalla Santa Sede, tramite il Maestro della Cappella Musicale Pontificia “Sistina”, a cantare nella Basilica di San Pietro, in Vaticano. Lo riferisce una nota della Sala Stampa della Santa Sede.

Il Coro dell’Abbazia di Westminster canterà insieme al coro della Sistina durante le cerimonie liturgiche della Solennità dei Santi Pietro e Paolo, che saranno trasmesse a livello internazionale. È la prima volta, in 500 anni storia, che il coro della Cappella Sistina unisce le forze ad un altro coro: un evento epocale di forte connotazione ecumenica.
L’invito a recarsi a Roma giunge dopo la visita di Papa Benedetto XVI all’Abbazia, nel settembre 2010, quando il Santo Padre partecipò ai Vespri e pregò sulla tomba di Eduardo il Confessore insieme all’Arcivescovo di Canterbury, il Rev. Rowan Williams, durante la sua visita di Stato in Inghilterra e Scozia.
Il Papa ha chiesto “che l’impostazione della collaborazione musicale del prossimo giugno rifletta la vocazione cristiana del coro ed incoraggi il ricco scambio di esperienze tra le due tradizioni liturgiche e culturali”, prosegue il comunicato.

Poiché l’Abbazia di Westminster ha come titolo formale quello di Chiesa collegiata di San Pietro, il fatto che entrambi i cori celebrino insieme il loro patrono darà all’evento un’importante risonanza comune.
I due cori canteranno insieme sia durante i Primi Vespri nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, il 28 giugno, sia durante la Messa presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana, la mattina del 29 giugno.
Esprimendo una comune fede cristiana, i due cori canteranno musiche della tradizione romana, composte da Palestrina e Perosi. Inoltre, all’inizio e alla fine di ciascuna liturgia, il coro dell’Abbazia intonerà canti tratti dal repertorio corale inglese, tra cui alcuni della tradizione anglicana in lingua inglese.

Durante la sua permanenza in Italia, il Coro dell’Abbazia di Westminster avrà anche altri impegni pubblici, tra cui un recital nella Basilica di Santa Maria Maggiore e un Vespro Festivo a Santa Maria sopra Minerva.
Il Coro di Westminster si recherà anche al Monastero Benedettino di Montecassino per cantare i Vespri e la Messa insieme alla comunità monastica del luogo in cui è sepolto San Benedetto.

Nel quadro dei preparativi, il coro della Cappella Sistina visiterà Londra ed offrirà un concerto pubblico nella Cattedrale di Westminster la sera del 6 maggio.

Il Decano di Westminster, il Rev. John Hall, ha dichiarato: “Questo è un invito meraviglioso, frutto della memorabile visita di Papa Benedetto all’Abbazia di Westminster, durante la quale il Coro dell’Abbazia ha svolto un ruolo significativo nella liturgia ecumenica”.

“Mi conforta  - ha proseguito il Rev. Hall - questo segno del desiderio del Santo Padre di attingere alla ricca tradizione anglicana che caratterizza il culto quotidiano nell’Abbazia di Westminster. È quanto mai importante che i cristiani di differenti tradizioni preghino insieme e ricevano i doni gli uni degli altri”.

Per parte sua, l’Arcivescovo di Canterbury, il Rev. Dr. Rowan Williams, ha affermato: “Sono molto lieto del fatto che il Coro dell’Abbazia prenda parte alla celebrazione della Solennità di San Pietro a Roma. San Pietro è il patrono dell’Abbazia e celebrare insieme la sua testimonianza apostolica e il suo esempio è un forte richiamo alla vocazione comune delle nostre Chiese ad essere fedeli, oggi, alla pienezza apostolica del Vangelo, “affinché – come dice San Pietro - in ogni cosa sia glorificato Dio per mezzo di Gesù Cristo” (1Pt, 4-11).

L’Arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, ha dichiarato: “Questo generoso gesto ecumenico della Santa Sede è veramente benvenuto. Esso esprime l’apprezzamento reciproco delle nostre tradizioni musicali e spirituali. Non vedo l’ora di accogliere il coro della Cappella Sistina nella Cattedrale di Westminster dove, il 6 maggio, canterà per la prima volta in questo Paese. Questo concerto sarà un evento storico”.

Tuesday, 6 March 2012

Il sangue grida



Bellissimo video del gruppo musicale londinese ooberfuse dedicato a Shabaz Bhatti, il ministro pakistano ucciso per la sua fede cristiana. Si apre con lo stesso Bhatti che dichiara di essere pronto a morire per difendere i diritti dei cristiani contro l'imposizione della Sharia. Emozionante.

Fonte: Fr Tim Finigan Blog

Sunday, 4 March 2012

Liverpool: le chiese cattoliche che non ci sono piú


Mentre ci prepariamo a un'overdose di retorica per il cinquantesimo anniversario dell'apertura del Concilio Vaticano II, ho pensato di proporvi delle immagini di alcune chiese cattoliche della diocesi di Liverpool, un tempo una delle piú fiorenti dell'Inghilterra per numero di fedeli e vocazioni sacerdotali.
Guardatele bene, queste fotografie. Fissate lo sguardo sulle sacre statue, sulle arcate, sugli altari, sulle vetrate, perché questi artefatti preziosi, nati dalla fede immensa e dai sacrifici immani di generazioni di cattolici, non esistono piú, distrutti, demoliti, annientati da cinquant'anni di delirio iconoclasta e di devastazione dottrinale e liturgica.

Ricordiamolo in questi mesi quando sentiremo tessere le lodi del "grande" Concilio Ecumenico Vaticano II e dei sui "straordinari, copiosi" frutti.

Santa Croce, Liverpool, chiusa nel 2001, demolita




 


Sant'Alfonso, Liverpool, chiusa nel 2001, demolita





Sant'Agostino, Liverpool, chiusa nel 1976, demolita



Sunday, 12 February 2012

Vergognamoci per loro!


Alcuni ricorderanno una rubrica sul settimanale umoristico Cuore intitolata Vergognamoci per lui - Rubrica di pubblica utilitá per chi non é in grado di vergognarsi da solo.
Forse é il caso di farla rivivere per quei cattolici, o presunti tali, che evidentemente, pur coprendosi di ridicolo, sono incapaci di vergognarsi da soli.
Un esempio classico ci viene dalle femministe americane del Young Feminist Network, organo del Women's Ordination Conference, un gruppo che si pone come obiettivo l'ordinazione femminile nella Chiesa Cattolica. Le immagini sono piú che eloquenti.


Monday, 6 February 2012

New Brighton: Messa Solenne per la Candelora


Immagini della Santa Messa Solenne in Rito antico per la Festa della Purificazione di Maria (Candelora) nella chiesa dei Santi Pietro e Paolo a New Brighton (Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, Vedi Qui).








Saturday, 4 February 2012

Messa gay a Londra



Per chi non ne fosse al corrente, in una chiesa cattolica nel quartiere di Soho a Londra si celebra settimanalmente quella che viene definita "gay friendly Mass", una "messa" aperta e accogliente nei confronti degli omosessuali.  

Nel video di YouTube si puó notare un distinto signore con parrucca e abiti da donna che legge le preghire dei fedeli, ovviamente da un ambone addobbato con bandiera arcobaleno. 

Il tutto avviene con la benedizione dell'Arcivescovo Vincent Nichols.

Di fronte a questo schifo, una domanda sorge spontanea, direbbe Biscardi: invece che obbligare la Fraternitá San Pio X a firmare un Preambolo dottrinale su alcuni punti controversi del Concilio (pastorale) Vaticano II, non sarebbe meglio far firmare a tutti i "cattolici" di quella chiesa di Londra, incluso il sacerdote, e giá che ci siamo all'arcivescovo Nichols, un Preambolo dottrinale in cui si riaffermi la dottrina cattolica di condanna del peccato di sodomia? 

Thursday, 2 February 2012

Un pezzo d'Inghilterra cattolica nel cuore di Roma



Da Zenit.org

Il Venerabile Collegio Inglese ha appena festeggiato i 650 anni dalla fondazione

Di Ann Schneible

Lo scorso weekend, il Venerabile Collegio Inglese ha celebrato i suoi 650 dalla fondazione. Si tratta della più antica istituzione inglese fuori dall’Inghilterra e fu originariamente istituito come luogo d’accoglienza per i pellegrini inglesi e gallesi a Roma.

La struttura fu convertita in seminario nel 1579, anno in cui l’Inghilterra dichiarò illegale la formazione e l’ordinazione dei sacerdoti cattolici. Durante quel periodo di persecuzione, almeno 44 degli studenti del Collegio furono martirizzati poco dopo il loro ritorno in patria. Al giorno d’oggi il Collegio prosegue nella sua missione di servire la Chiesa d’Inghilterra, conservando le sue funzioni storiche: ospitalità ai pellegrini e formazione dei sacerdoti.

In occasione del 650° anniversario, Zenit ha intervistato padre Anthony Milner, tutore accademico del Venerabile Collegio Inglese, in merito alla storia della struttura.

Padre Milner, può spiegarci l’importanza dei pellegrinaggi, in particolare per i cattolici inglesi?

Milner: La storia dei pellegrinaggi affonda le radici negli anni compresi tra il 1300 e il 1350. A quel tempo, a Roma, era già attiva una sorta di confraternita che radunava uomini d’affari. Molti di loro, infatti, furono coinvolti nel servizio ai pellegrini, in special modo vendendo rosari, come attestano le documentazioni, ed altri oggetti religiosi. Costoro, però, crearono problemi – ci sono anche storie di pellegrini maltrattati – così la confraternita decise di procurarsi una nuova struttura dove i pellegrini inglesi sarebbero stati accolti al sicuro. Quindi, misero su un ostello per la ricezione dei pellegrini; i meno abbienti avevano diritto a 8 giorni di vitto e alloggio, mentre i più ricchi potevano averne 3.

In quegli anni l’Inghilterra era un paese cattolico e la Riforma era ancora lontana. Perciò molta gente viaggiava da e verso Roma, per farvi pellegrinaggio, in un’epoca in cui la città tornava a riempirsi dopo essere rimasta deserta per buona parte del XIV secolo.

Arrivavano, quindi, molti pellegrini dall’Inghilterra, sebbene, come sappiamo, il loro numero iniziò nuovamente a ridursi, a partire dalla Riforma protestante. Fu allora, nel XVI secolo, che il Collegio Inglese divenne un seminario. Tuttavia, per 200 anni, rimase principalmente un punto di accoglienza per pellegrini.

Infatti, nonostante non siamo in grado di ricevere tutti i pellegrini che vorremmo, a causa delle poche stanze, ne abbiamo ancora molti. Mi ricordo che nel 1987, quand’ero studente, in occasione della beatificazione di un gruppo di martiri inglesi, molti gruppi giunsero e noi li ospitammo, celebrammo messa qui: scoprirono una parte di loro, un pezzo d’Inghilterra, per così dire... Trovare un volto amichevole che parlava la loro lingua, li fece sentire a casa.
Di certo l’abitudine di accogliere i pellegrini in Roma è qualcosa che consideriamo parte della nostra eredità. In termini di formazione degli studenti, c’è un aspetto legato all’accoglienza degli altri, come una sorta di cura pastorale in senso lato. E agli studenti piace farlo, così come alla gente piace essere ricevuti da loro.

Che ruolo svolge l’eredità del Collegio nella formazione dei suoi studenti?

Milner: Durante i suoi primi cento anni come seminario, nel 1579, gli studenti che tornavano in Inghilterra, lo facevano mettendo a repentaglio le loro vite. Almeno 44 di loro furono giustiziati in patria e oggi sono considerati martiri: 10 di loro sono stati canonizzati, altri 26 beatificati. In totale, quindi, 36 di questi martiri sono stati elevati agli altari: si tratta quindi, indubbiamente, di una preziosa eredità e di una storia che ancora delinea il modo in cui noi formiamo gli studenti.

Fortunatamente i seminaristi di oggi non devono patire ciò che avvenne in passato, ma permane sempre l’idea di trovarsi missionari in mezzo ad un ambiente ostile. Questa predisposizione ad andare e predicare il Vangelo, anche quando la gente non vuole ascoltarlo, non è affatto un dato negativo.

La positività di Roma, come luogo di fede, della predicazione e del martirio di Pietro e Paolo e di molti altri santi e martiri, giunti ad limina apostolorum, è qualcosa di cui gli studenti sono fortemente consapevoli. Di certo loro comunicano quel tipo di fede a chi viene da noi come pellegrino. Quindi, quando la gente viene qui, non è per turismo; vengono in un luogo dove la fede Cattolica può essere come qualcosa di “molto inglese”. C’è gente che percepisce il cattolicesimo come una fede straniera, lontana; invece, fino alla Riforma, si trattava della religione di tutti gli inglesi. C’è davvero qualcosa di molto inglese qui al Collegio. Ed è davvero una parte significativa di ciò che siamo.

Qual è il significato del Te Deum per il Venerabile Collegio Inglese?

Milner: Abbiamo un’importante dipinto nella nostra chiesa, conosciuto come “il dipinto del martire”, realizzato da Durante Alberti nel 1581, due anni dopo la fondazione del seminario. Ogni volta che gli studenti apprendevano del martirio di un loro collega, si radunavano in Chiesa, davanti al dipinto del Signore, cantando il Te Deum di ringraziamento per la vita di quello studente. Per commemorare ciò, si prosegue questa tradizione. In questi anni si ripete in particolare ogni 1 dicembre, anniversario del martirio di Ralph Sherwin, primo dei nostri martiri di quel 1581. Inoltre, quando iniziamo un anno solare, cantiamo il Te Deum e, infine, riteniamo appropriato, in questo 650° anniversario della nostra presenza inglese, concludere la messa, nel giorno esatto dell’anniversario.

Monday, 30 January 2012

CL e la Messa in latino



Nell'agosto del 1988, in occasione del Meeting di Rimini, su Repubblica apparve un articolo intitolato "CL rimpiange la Messa latina: In chiesa ci vuole mistero". Ecco alcuni stralci:

"Errore gravissimo aver abbandonato il latino, accusa Giovanni Testori, poeta-drammaturgo chiamato ieri a commentare l' indagine del Sabato [sul crollo della pratica religiosa soprattutto tra i giovani, N.d.r.]. Giancarlo Cesana, presidente del Movimento popolare, braccio politico di Cl, non dice che è d'accordo, ma nemmeno prende le distanze. Anche lui, anzi, addita la responsabilità di certi cattolici che riducono il cristianesimo a un generico richiamo morale e contribuiscono al decadimento del senso religioso.(..) Il latino è stato sostituito con l' italiano dice lo scrittore milanese perché la gente potesse capire. Ma cos' è questa maledizione di dover sempre comprendere tutto? In chiesa, davanti all' altare, è l' uomo che deve farsi capire, non Dio. Altra bordata: a volte ho l' impressione che nemmeno il prete creda più a quello che dice. Naturalmente la gente se ne accorge, e se ne va. E certo non aiutano, nel ricostruire una liturgia come si deve, tutti quei canti e canticini... E' un vero e proprio processo alla Santa Messa. Testori chiama in causa anche una parte delle alte gerarchie, responsabili di aver permesso un'eccessiva modernizzazione dei riti cattolici. La Chiesa dice lascia che passi via nell' indifferenza il centro della Messa. Troppo spesso si celebra un aborto. Lo so, adesso qualcuno mi bollerà come léfèbvriano: non me ne importa nulla. Il messaggio del Meeting, insomma, è chiaro: se le chiese si svuotano è anche perché la Chiesa ha accettato un linguaggio troppo uguale a quello mondano".

Anni dopo, mentre indiscrezioni sempre piú insistenti indicavano che Benedetto XVI avrebbe finalmente liberalizzato l'antica liturgia (come poi avvenne con il Motu proprio Summorum Pontificum), un altro figlio spirituale di don Giussani, Antonio Socci, si esprimeva in questi termini:

"Nella vita della Chiesa vale il principio “lex orandi, lex credendi” (significa che la teologia della Chiesa, l’ortodossia della fede, si trova nella liturgia). Non a caso è specialmente lì che più si sono accaniti gli “innovatori” per demolire la Chiesa dall’interno. Come hanno potuto farlo? Grazie alla riforma liturgica del 1970 che ebbe due conseguenze devastanti. La prima, imposta dalla burocrazia clericale contro gli stessi dettami del Concilio Vaticano II, fu la proibizione della Messa tridentina, quella che da secoli era la Messa ufficiale della Chiesa (anche al Concilio veniva celebrata quella messa lì). La seconda involontaria: si dette il via nella liturgia a una serie di abusi, di invenzioni e perfino follie eterodosse che hanno avuto effetti terribili allontanando dalla Chiesa tanti che si sono messi a cercare il sacro e il bello altrove" (Libero, 17 dicembre 2006).

Quando vedremo allora la Messa antica celebrata con regolaritá nelle comunitá di CL, o negli esercizi spirituali del movimento? Molto presto, é la mia previsione, e il mio auspicio.

Monday, 2 January 2012

Dio benedica l'Ungheria!


 Santa Elisabetta d'Ungheria

Dal 1 Gennaio 2012 é entrata in vigore la nuova Costituzione Ungherese, che tanti mal di pancia ha provocato all'intellighentia laicista che detta legge nell'Unione Europea. Per comprendere la ragione di questi mal di pancia basta un assaggio del Preambolo al testo costituzionale. Leggiamo e gustiamo!

Dio benedica l’Ungheria!
Noi, membri della Nazione ungherese, all’inizio del nuovo millennio, nella nostra responsabilità davanti a tutti gli Ungheresi, dichiariamo quanto segue:
Siamo fieri che il nostro re Stefano il Santo mille anni fa abbia fondato lo Stato ungherese su solide fondamenta e abbia reso la nostra patria parte dell’Europa cristiana.
Siamo fieri dei nostri antenati, che combatterono per la salvaguardia, la libertà e l’indipendenza della nostra patria.
Siamo fieri delle straordinarie opere spirituali degli uomini e delle donne ungheresi.
Siamo fieri che il nostro popolo abbia difeso per secoli l’Europa, combattendo per i suoi valori e accrescendoli con la propria dedizione e il proprio zelo.
Riconosciamo il Cristianesimo come forza che tiene insieme la nazione. Rispettiamo le diverse tradizioni religiose del nostro Paese.
Giuriamo di conservare l’unità spirituale e culturale della nostra nazione, più volte lacerata nelle tempeste del secolo appena concluso. (..)